Socrate, per esempio di Mariangela Galatea Vaglio

feb
2016
09

scritto da on Recensioni

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Dopo aver comprato Didone per esempio, scoperto in quanto messo in offerta come ebook su Amazon, ovviamente mi sono incuriosito per l’uscita di Socrate per esempio, e ho cominciato ad aspettarlo pazientemente in ebook. Il libro in formato elettronico non arriva, ma Babbo Natale tra i doni mi ha fatto trovare anche il Socrate carteceo. Così me lo sono letto in formato tradizionale, e va bene lo stesso, anche se dopo essere stato parecchio riluttante a iniziarmi all’ebook ora sono molto più contento di utilizzarlo, e una delle ragioni preferite è che nell’ ebook posso evidenziare senza alterare il prodotto, mentre sottolineare in un libro per me  è sacrilego….

Dunque, che dire di questo libro? In sintesi: leggetelo! Provo a elencare qualche motivo per convincervi a farlo. Prima di tutto, l’autrice scrive benissimo. Questo non è un pregio da poco… a volte si leggono storie ben confezionate ma scritte piuttosto male, e si perde tutto il piacere di leggerle. Seconda ragione: è evidente che l’autrice ama il mondo che racconta, ne è rapita, ci si immerge completamente. Questo non è sempre garanzia di un bel libro, ma il terzo motivo fa squadra col secondo, per cui insieme si esaltano. E il terzo motivo è che pur così appassionata di quel mondo, l’autrice vive, e vive intensamente, nel mondo di oggi. E quindi il suo è un racconto moderno, pur parlando di cose antiche. Forse qualche studioso potrebbe storcere il naso di fronte alla storia e alla filosofia raccontate così, ma io che non sono uno studioso trovo questa commistione a tratti irresistibile. La storia della filosofia diventa così un racconto, un racconto in cui a volte ci si diverte talmente da pensare che anche se quel che viene raccontato fosse in parte romanzato (cosa non vera), sarebbe godibile lo stesso.

E così scopriamo un Tucidide, detto occhio di Dio, totalmente inedito, almeno frugando nella memoria dei libri del Liceo, o un Socrate davvero sorprendente, come si capisce da un paio di frasi che lo riguardano:

Aristofane, nelle Nuvole, e peggio ancora Eupoli, nelle sue commedie, tratteggiano questo Socrate arruffone, un po’ scienziato pazzo un po’ venditore di fumo, simile alle tante Wanna Marchi della filosofia che impestavano Atene e spillavano soldi alla gioventù.

 

Viene anche definito un genio della propaganda, che …  aveva cominciato la sua carriera di intellettuale, chiacchierando e spesso cazzeggiando come si fa alle cene, dove i discorsi frivoli si mescolano ai grandi interrogativi della vita.

Il linguaggio, a volte disinvolto (vedi il cazzeggiando di sopra oppure quando parla, a proposito di Tucidide, di quegli scrittori terribilmente stronzi), non  scade mai nel modernismo sgangherato, ma al contrario è sempre calibrato e naturale, un altro aspetto da tenere presente.

Forse il Didone, che ci presenta una galleria di personaggi, è maggiormente godibile, per  conoscere l’autrice, ma nulla vieta di leggerlo prima, no?

In conclusione, leggere questo libro è un’ottima idea. Vi ritroverete personaggi che sono scolpiti nella memoria, perché li avete incontrarti la prima volta nell’adolescenza e, seppure magari con poca voglia di studiare, non possono non avervi sedotti con le loro teorie che per certi versi possono sembrare ingenue, ma che in realtà rappresentano i fondamenti del pensiero occidentale, quindi del nostro pensiero. E tutto questo è raccontato in modo così accattivante, che non c’è proprio nessun problema a perdonare all’autrice le sue idee davvero stravaganti sul concetto di pari e dispari, e il suo inganno, certamente voluto, sull’uso del nome di numero irrazionale.

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