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	<title>Commenti a: Simone Secchi, i nativi digitali e la pazienza</title>
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		<title>Di: Simone Secchi</title>
		<link>https://www.robertolucchetti.com/?p=1142#comment-97</link>
		<dc:creator><![CDATA[Simone Secchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Dec 2013 15:51:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Molto interessante, e non lo affermo perché mi citi. Hai ragione: pur non trovando il coraggio di proclamarmi conservatore in senso politico, temo di esserlo in senso filosofico. 
Il discorso della pazienza l&#039;avevo sottovalutato. Hai ragione da vendere, quando osservi che ormai vogliamo tutto e subito, hic et nunc. Se voglio leggere un libro, non riesco ad aspettarlo per una o due settimane come mi capitava ai tempi del liceo; lo voglio al più presto, e immagino che sia la fortuna di certi siti di vendita on-line...
Però, caro Roberto, hai cambiato la natura del discorso: dal progresso inteso come accrescimento delle competenze al progresso come adattamento alla realtà. Concordo appieno su quest&#039;ultima accezione, ché non ha senso aggrapparsi ad un passato che non tornerà (o forse tornerà, e saranno dolori). E riconosco ad esempio gli errori dei miei genitori, riluttanti ad ogni tecnologia degli ultimi vent&#039;anni.

La morale, apparentemente, è che sono un nerd conservatore? Eh eh eh...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molto interessante, e non lo affermo perché mi citi. Hai ragione: pur non trovando il coraggio di proclamarmi conservatore in senso politico, temo di esserlo in senso filosofico.<br />
Il discorso della pazienza l&#8217;avevo sottovalutato. Hai ragione da vendere, quando osservi che ormai vogliamo tutto e subito, hic et nunc. Se voglio leggere un libro, non riesco ad aspettarlo per una o due settimane come mi capitava ai tempi del liceo; lo voglio al più presto, e immagino che sia la fortuna di certi siti di vendita on-line&#8230;<br />
Però, caro Roberto, hai cambiato la natura del discorso: dal progresso inteso come accrescimento delle competenze al progresso come adattamento alla realtà. Concordo appieno su quest&#8217;ultima accezione, ché non ha senso aggrapparsi ad un passato che non tornerà (o forse tornerà, e saranno dolori). E riconosco ad esempio gli errori dei miei genitori, riluttanti ad ogni tecnologia degli ultimi vent&#8217;anni.</p>
<p>La morale, apparentemente, è che sono un nerd conservatore? Eh eh eh&#8230;</p>
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